Il tempo è galantuomo

Agosto 2026

Masterclass Valle d’Aosta 2016

Les Cretes Aymavilles

Il tempo è galantuomo (soprattutto in Valle d’Aosta): il racconto della masterclass sul Millesimo 2016

L’1 agosto, nella suggestiva cornice della Grandze del Castello di Aymavilles, in occasione dell’evento Vini in Vigna, si è svolta una masterclass che ha segnato un punto fermo nella percezione e nel racconto della viticoltura eroica valdostana.

Al centro dei calici, un unico grande protagonista: il millesimo 2016, esplorato attraverso una selezione di etichette rappresentative dell’intera regione. L’obiettivo della degustazione non era semplicemente celebrare un’annata, ma dimostrare una tesi ambiziosa: i vini valdostani posseggono una straordinaria vocazione all’affinamento in bottiglia, capaci di evolvere nel tempo e di aprirsi ad un’espressività potente, avvolgente e profondamente contemporanea.

 

L’andamento climatico del 2016 in Valle d’Aosta

Se il mondo fuori cambiava rapidamente, tra i terrazzamenti della Valle d’Aosta la natura seguiva un ritmo regolare e ben bilanciato. La stagione 2016 si è distinta per:

Una primavera fresca e piovosa: Ha garantito un’ottima riserva idrica nei suoli alpini, rallentando leggermente il germogliamento.

Un’estate calda ma senza eccessi: temperature stabili prive di picchi torrenziali da stress idrico.

Escursioni termiche d’alta quota: settembre ed ottobre sono stati baciati da giornate soleggiate e notti molto fresche.

Questo forte sbalzo termico giorno-notte ha permesso alle uve di raggiungere una maturazione fenolica ed aromatica eccellente, preservando al contempo un’acidità vibrante, vera e propria colonna portante della longevità di questi vini.

I protagonisti del calice: la degustazione

La degustazione guidata ha visto sfilare sei espressioni emblematiche del terroir alpino (rappresentative di sette declinazioni di grande rilievo), capaci di lasciare la platea a bocca aperta:

  • ⁠ ⁠⁠Blanc de Morgex di Cave Mont Blanc e Blanc de Morgex et de La Salle di Mario Vevey: un bianco che ha fatto della freschezza la sua bandiera. A ben 10 anni dalla vendemmia si è rivelato ancora incredibilmente teso, minerale e spiazzante, dimostrando come le altitudini estreme della Valdigne sappiano custodire un nervo acido e affilato che sfida gli anni.
  • ⁠ ⁠⁠Petite Arvine di Elio Ottin: un assaggio ampio e complesso che ha conquistato per la sua maturità espressiva. Il vino gioca su eleganti note agrumate evolute ed erbe alpine, sorrette da una sapidità marina e profonda che ne allunga piacevolmente la beva.
  • ⁠ ⁠Pinot Gris di Lo Triolet: un’interpretazione ricca e avvolgente, dotata di una struttura importante. Il sorso, denso e materico, trova un perfetto equilibrio grazie a una spinta acida ancora estremamente vivida e dinamica.
  • ⁠ ⁠Fumin di Grosjean: grande protagonista tra i rossi, dal carattere fiero e territoriale. Il tempo ha levigato la trama tannica, regalandoci un vino di grande eleganza che si apre su profumi di frutti scuri, spezie calde e fresche sfumature balsamiche.
  • ⁠ ⁠Vuillermin dell’Institut Agricole Régional (IAR): un’etichetta rara e affascinante, espressione autentica di un vitigno autoctono recuperato con cura. In calice si è mostrato profondo, austero e dotato di un’eleganza speziata di grande personalità.
  • ⁠ ⁠Chambave Flétry di La Crotta di Vegneron: l’emblematica chiusura in dolcezza e complessità. Questo passito alpino ha incantato la sala con le sue avvolgenti note di frutta secca, miele d’alta quota e una persistenza gustativa che sembrava non finire mai.

Il verdetto: il valore del tempo per i vini valdostani

Tutti i vini in degustazione si sono mostrati profondi, ricchi, aperti ed estremamente espressivi. A ben 10 anni dalla raccolta, la gioventù delle bottiglie degustate è apparsa ancora sorprendente, a conferma che l’acidità, la mineralità e la tensione delle altitudini alpine sono custodi naturali del tempo.

La masterclass ha risposto appieno al desiderio del consumatore evoluto: non più solo vini d’annata pronti e di immediata beva, ma vini di territorio pieni di storia, capaci di regalare un’esperienza emozionale e culturale.

La Valle d’Aosta ha dimostrato a chiare lettere di meritare un posto d’onore tra le grandi regioni vitivinicole capaci di sfidare il tempo.

Katia Albanese

ALBERTO LEVI