Visita alla cantina Antinori

OTTOBRE 2024

Nel giugno scorso, partiti per una vacanza di famiglia con destinazione la campagna senese, quasi per caso passiamo, lungo la Cassia poco dopo Firenze, di fronte alla Cantina Antinori nel Chianti Classico.

Les Cretes Aymavilles

Nel giugno scorso, partiti per una vacanza di famiglia con destinazione la campagna senese, quasi per caso passiamo, lungo la Cassia poco dopo Firenze, di fronte alla Cantina Antinori nel Chianti Classico.

Come non cogliere questa fantastica e inattesa occasione di visitarla? E dire che dall’esterno la cantina quasi si confonde con il paesaggio circostante, sembra (e di fatto è) una collina vitata come tante, ma nel suo interno cela un vero gioiello costruttivo che fa vivere un’esperienza unica per chi come noi ama il vino, l’architettura e la storia della viticoltura. Questa cantina moderna, che appartiene a una delle più antiche e rinomate famiglie vinicole d’Italia, vuole quasi esprimere nella sua stessa struttura l’incarnarsi del lavoro dell’uomo nel paesaggio, ed è divenuta un simbolo di perfetta fusione tra tradizione e innovazione.

La storia della famiglia Antinori inizia nel 1180 nelle campagne fiorentine con il mercante Rinuccio di Antinoro, ma già nel 1385 Giovanni di Piero Antinori divenne membro dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. Da quel momento, l’azienda è passata attraverso 26 generazioni, rimanendo saldamente nelle mani della famiglia. È raro trovare, e non solo in Italia, una tale longevità familiare nel mondo del vino, e ogni generazione ha contribuito a consolidarne il prestigio.

La decisione di costruire nel cuore del Chianti questa nuova cantina, inaugurata nel 2012, è stata un passo decisivo per proiettare l’azienda nel futuro, senza dimenticare le sue profonde radici storiche. Esperimento coraggioso e ardito, ma pienamente riuscito, tanto che nel 2022 la Cantina Antinori nel Chianti Classico è stata eletta la migliore cantina al mondo secondo World’s Best Vineyards.

Quando ci si avvicina alla Cantina, nelle dolci colline del Chianti con i vigneti ordinati e gli uliveti che si estendono all’orizzonte in un’atmosfera di tranquillità e bellezza, il paesaggio stesso è parte dell’esperienza, ma la Cantina, progettata dall’architetto Marco Casamonti, è un’opera d’arte in sé: integrata nella collina, utilizza materiali locali come il cotto e il legno coniugandoli con ardite strutture in acciaio cor-ten, per creare un edificio che, pur modernissimo, sembra emergere dalla terra stessa.

La prima cosa che colpisce all’arrivo è la lunga rampa elicoidale che sembra quasi danzare attorno a un nucleo centrale e collega i tre livelli della struttura. La salita dei 117 gradoni della rampa verso l’ingresso evoca già sentimenti profondi, quasi come si vivesse una processione laica. Entrando nella struttura, l’architettura minimalista e l’uso intelligente della luce naturale creano un ambiente accogliente e suggestivo, perfetto esempio di come la modernità possa coesistere con la tradizione, con l’obiettivo di rispettare e onorare il territorio che ha dato vita a quet’esperienza unica, ben oltre la mera celebrazione della famiglia Antinori e dei suoi vini.

Per chi abbia tempo (e soprattutto prenotato in anticipo, come ci ripromettiamo di fare in una futura occasione) è consigliabile la visita guidata, che inizia solitamente nel grande cortile interno, circondato da vigneti.

È evidente sin da subito come la filosofia dell’azienda si basi su un profondo rispetto per la terra e una costante ricerca dell’innovazione. Questo rispetto per la tradizione, combinato con un occhio attento al futuro, si riflette in ogni aspetto della cantina, dalla progettazione architettonica ai processi di vinificazione.

La visita guidata prevede la discesa fin nel cuore della cantina, nella zona delle barriques, dove il vino matura lentamente in un silenzio quasi religioso, e la temperatura fresca e costante crea un ambiente ideale per l’affinamento.

Si potrà così apprezzare in dettaglio il processo di vinificazione, dalla vendemmia (tutte le uve sono raccolte a mano) fino all’affinamento nelle botti, con un’attenzione meticolosa per ogni fase del processo produttivo. Le tecnologie più moderne, ma attente alla sostenibilità energetica, sono combinate con tecniche tradizionali, e ogni dettaglio è studiato per garantire la massima qualità del prodotto finale. Non è un caso che alcuni dei vini prodotti dalla famiglia siano diventati vere icone conosciute ed apprezzate in tutto il mondo.

Tra i vini più famosi prodotti da Antinori ci sono il celebre Tignanello nato nel 1971 e considerato uno dei primi “Super Tuscan”, e il Solaia, entrambi ottenuti da blend di uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Questi vini, fiore all’occhiello della produzione Antinori, incarnano la filosofia dell’azienda: innovare sempre, senza mai tradire le proprie radici.

Fra i momenti che abbiamo più apprezzato c’è stata, naturalmente, la degustazione. In una luminosa, ampia area vetrata, arricchita da molte opere d’arte, viene offerta a tutti la possibilità di assaggiare alcuni dei vini più rappresentativi della famiglia. La degustazione si svolge in una sala moderna e luminosa con grandi vetrate che offrono una vista panoramica sui vigneti. Questo connubio tra gusto, arte e paesaggio rende l’esperienza ancora più memorabile. Noi ci siamo limitati (il viaggio era ancora lungo) a un calice di Muffato della Sala, il loro grande botritizzato umbro nel quale la muffa nobile conferisce un carattere unico a Sauvignon Blanc, Grechetto, Traminer, Sémillon e Riesling.

In conclusione, la visita alla Cantina Antinori nel Chianti Classico è molto più di un semplice tour enologico: è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e che lascia un segno indelebile. La fusione tra tradizione e modernità, la bellezza del paesaggio toscano, l’arte e, naturalmente, il vino, rendono questa visita un momento indimenticabile per chiunque ami il buon vivere e voglia scoprire la storia e il presente di una delle famiglie vinicole più prestigiose al mondo.

Katia Albanese

PIERLUIGI BERTI