Avanti Savoia!

NOVEMBRE 2024

Viaggio nella realtà produttiva francese più vicina alla Valle d’Aosta.

Les Cretes Aymavilles

È un posto di difficile lettura la Savoia del vino, con i suoi vigneti sparsi lungo una direttrice di oltre 174 km. Per conoscerla il modo migliore non è leggere i disciplinari, da cui si capirebbe poco, ma girare ed esaminare le aree di produzione. Partiamo dallo Chablais, a sud del Lago di Ginevra, dove si coltiva lo chasselas doré. Poco lontano, ad Ayse, nella valle dell’Arve, si producono a partire dal gringet vini fermi e spumanti. A Frangy è invece l’altesse il vitigno di riferimento. Ricca di storia, Seyssel è una cittadina sul Rodano divisa fino al 1860 tra Regno di Sardegna e Francia. Anche qui si coltiva l’altesse, assieme al mollette. Scendendo verso sud, vicino al lago del Bourget, troviamo Chautagne, zona temperata dove la produzione spazia dal gamay e dalla mondeuse per arrivare al jacquère e all’altesse. Più o meno uguale la base ampelografica dei cru di Jongieux, al di là della Montagne du Chat. Nella stessa zona, l’altesse è prodotta a Monthoux e, con risultati particolarmente fini, sui ghiaioni calcarei della menzione geografica Marestel.

Il grosso della produzione savoiarda, oltre il 68%, viene però da due ultime zone: la Cluse de Chambéry, all’ombra del Mont Granier, e la Combe de Savoie, sulle pendici del massiccio dei Bauges. La prima è il regno incontrastato del Jacquère, cui si uniscono il roussanne, che qui raggiunge picchi qualitativi notevoli, e ancora l’altesse. Nella seconda, dove si producono jacquère e mondeuse, troviamo il famoso vigneto Prieuré-Saint-Christophe, fino a qualche anno fa condotto dal celebre produttore Michel Grisard. Questa in sintesi la Savoia del vino, terra vocata soprattutto per la produzione di bianchi fini al naso e caratterizzati da una freschezza più contenuta rispetto ad altri vini di montagna. Un territorio complesso fatto di così tante realtà diverse non può però essere compreso a fondo solo grazie a schematizzazioni. Anche qui come altrove, il modo migliore per conoscere il vino è berlo!

Katia Albanese

CARLO BADINO