Enoturismo di montagna: a Saint-Christophe si guarda al futuro del vino valdostano
GENNAIO 2026
Chi è l’enoturista che sceglie la Valle d’Aosta? Cosa cerca, cosa lo soddisfa e cosa lo spinge a tornare – o a raccontare la sua esperienza ad altri? A queste domande ha provato a rispondere una ricerca sull’enoturismo di montagna.
Secondo lo studio, l’enoturista tipo viaggia in coppia o con amici, ha già vissuto esperienze simili in passato e, in circa la metà dei casi, arriva da fuori Regione.
La sua soddisfazione non dipende solo dal vino nel calice, ma da una serie di fattori chiave: informazioni facilmente accessibili, il rapporto diretto con i produttori, la loro capacità di raccontare non solo una bottiglia ma il territorio e le persone che lo abitano. Fondamentale, inoltre, è il legame con esperienze precedenti in Valle d’Aosta, un elemento di fidelizzazione che alimenta il passaparola e contribuisce a rafforzare la reputazione dei produttori locali.
A raccontare questi dati è la ricerca condotta tra marzo e dicembre 2025 dalla dottoressa Anna Orselli, ricercatrice laureata in viticoltura ed enologia e master in Valorization and Sustainable Development of Mountain Areas, che ha analizzato il fenomeno dell’enoturismo attraverso un’indagine quantitativa sui visitatori e una serie di interviste qualitative a consorzi, associazioni, istituzioni e aziende del comparto vitivinicolo valdostano.
Lo studio è stato presentato il 16 gennaio 2026 a Saint-Christophe, durante il convegno “L’enoturismo: strumento per lo sviluppo e la promozione del territorio montano”, promosso dall’Osservatorio sul sistema montagna “Laurent Ferretti” della Fondazione Courmayeur Mont Blanc, dall’Institut Agricole Régional e dall’Università della Valle d’Aosta.
Dopo i saluti istituzionali – tra cui quelli dell’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali Speranza Girod e del Presidente della Regione Renzo Testolin – il confronto si è allargato a un quadro di respiro nazionale.
Umberto Selmi (ISMEA) ha offerto una panoramica sull’enoturismo in Italia, mentre l’Assessore al Turismo, Sport e Commercio Giulio Grosjacques ha approfondito il ruolo dell’enogastronomia nella destagionalizzazione dei flussi turistici.
