Huyghe
13 SETTEMBRE 2023
Birrificio Huyghe
A fine agosto ho avuto la fortuna di poter visitare il birrificio Huyghe, a Melle, nei pressi di Gand, seconda città del Belgio. Questa attività produttiva inizia nel lontano 1654, ben prima che Pasteur scoprisse i lieviti e, di conseguenza, che l’arte del brassaggio si potesse affinare.
Dal 1902 questa attività è in mano alla stessa famiglia, i De Laet, e ora siamo alla 5a generazione, con il figlio dell’attuale titolare, Alain, pronto a prendere le redini del birrificio.
La visita inizia con un’introduzione storica, in cui Alain ci spiega i passi principali che l’azienda ha compiuto in questi tre secoli e mezzo per poter stare al passo coi tempi. Di grande rilevanza sono stati gli anni ’80, in cui l’azienda era in grossa crisi e solo grazie ad un importatore italiano, che chiese espressamente la produzione di una “birra bionda di alta gradazione” per il mercato italiano, il birrificio riuscì ad uscire da questo momento di difficoltà. La birra in questione è, semplicemente, la “Delirium”, prodotto di punta dell’azienda con cui hanno vinto numerosi premi internazionali riuscendo anche ad iniziare un’esportazione a livello mondiale dei loro prodotti.
La birreria non solo produce birre di altissima qualità, ma è anche molto attenta all’ambiente, tanto da auto-prodursi il 30% dell’energia elettrica che consuma grazie a 1200 metri quadri di pannelli solari e il restante 70% dell’energia che acquista, lo fa da produttori certificati 100% green. Grande attenzione anche nel “ciclo dell’acqua”, dove viene riutilizzata l’acqua piovana per i lavaggi non sanitari e il 75% del calore prodotto per il ciclo brassicolo viene convogliato, tramite speciali scambiatori di calore, in riserve idriche pronte per l’uso.
Un grande investimento nelle nuove tecnologie che permettono anche un risparmio energetico totale del 30% circa e un consumo d’acqua inferiore del 50% rispetto alle tecnologie precedenti.
La visita continua con i momenti più ludici, ma anche più attesi, ovvero le degustazioni, a cui sono stati abbinati dei piatti tipici locali.
La prima Masteclass, tenuta dal mastro birraio dell’azienda, si svolge sotto i maturatori d’acciaio, strutture di 12 metri d’altezza per 150 hl di capienza ognuno. Il primo prodotto è la celeberrima “Delirium Tremens”, Belgian golden strong ale da 8,5 gradi alcolici. Di colore giallo dorato, schiuma bianca e compatta. Al naso sentori di banana e spezie, gusto pieno e rotondo. A seguire altre due Belgian blond ale, due birre di abbazia, la prima, la “St. Idesbald”, prende il nome dall’abbazia, sita nell’omonimo paese affacciato sul mare del nord. L’abbazia ora è un rudere ma esiste ancora il micro-birrificio dove i monaci producevano la loro birra, e tutt’ora l’impianto è in funzione per cotte speciali commemorative. La seconda birra d’abbazia è la “Averbode”, monastero sito a nord di Bruxelles, dove tutt’ora i monaci producono birra per il consumo interno e per i pellegrini. Entrambe ad alta fermentazione, come quasi tutti i prodotti dell’azienda, la prima dal tenore alcolico più limitato, 6 gradi alcolici, la secondo un po’ più corposa e strutturata, 7,5 gradi.
Per la seconda Masterclass si svolge in un magazzino di stoccaggio, in cui ci fanno degustare le loro IPA. Particolarità del birrificio, sono gli unici in Belgio a fare luppolatura a freddo, che rendono le loro birre più complesse al naso ma con una bassa estrazione di alpha acidi, quindi meno amaricanti. Anche in questo caso 3 birre in degustazione. Siamo partiti da una “Paranoia”, Hazy IPA con luppoli americani (Cascade, Centennial, Polaris, Mosaic e Citra), 5,6 gradi alcolici per un prodotto fresco e dissetante. Le note citrine date dal luppolo Citra rendono la beva molto piacevole. In secondo assaggio la Delirium Argentum, ricetta simile alla Tremens ma luppolata a freddo con Chinook e Cascade. 7 gradi alcolici, note più caramellate e speziate, finale leggermente citrico e amaricante. Terza birra in degustazione, La Guillotine, Belgian Golden Strong Ale luppolata a freddo con Amarillo e Cascade. 7,5 gradi alcolici, al naso intense note di frutta tropicale. Gusto intenso e rotondo, chiude con note di pompelmo rosa. Sicuramente tre prodotti molto interessanti, che ben figurano nel panorama IPA.
Terza Masterclass specifica sulla Delirium Tremens, in cui ne abbiamo degustate tre tipologie, la prima con solo una settimana di maturazione, la seconda con 5 settimane di maturazione, la terza con le dovute 9 settimane di maturazione. La prima è un prodotto ovviamente molto crudo, con spiccate note acide e maltate. Al palato forte acidità e marcata dolcezza. Note che si attenuano molto nel secondo campione, per poi conferire le classiche note speziate e di frutta tropicale nel prodotto finito. Assieme a questi, ci hanno fatto degustare un campione di Delirium Blond, una Oak Aged che riposa 9 mesi in quercia. Il campione degustato è stato prelevato direttamente dalla botte, quindi senza schiuma e senza CO2. Spiccate le note terziarie date dalla botte, che conteneva Bourbon per la distilleria Buffalo Trace. Elevato grado alcolico, 11,5 gradi, ben mascherato dalle note speziate e torbate, con mandorla e vaniglia come sentori dominanti.
Ultima Masterclass sulle birre aromatizzate alla frutta. Mercato prevalentemente asiatico, in degustazione una birra aromatizzata al cocco, servita nella noce di cocco, una seconda aromatizzata al pompelmo e lime, fresca e dissetante, e la terza aromatizzata alla pesca, spiccatamente dolce. Prodotti che sul nostro mercato non hanno molto consenso, che si attestano ad una produzione meno che centesimale dell’azienda.
Il tour è finito con una gradevole grigliata, ovviamente accompagnata da 4 tipi di birra serviti rigorosamente alla spina in cui si poteva scegliere tra Delirium Deliria, una edizione speciale di Delirium brassata brassata in occasione della giornata internazionale delle donne, dalle donne che lavorano per il birrificio.
Indubbiamente una visita molto istruttiva, che ci ha dato modo di toccare con mano, e non solo, i tantissimi prodotti brassati dall’azienda, e di vedere come anche in un birrificio ormai famoso in tutto il Mondo, l’attenzione al cliente finale è comunque al primo posto.
