Marco Liporace

LUGLIO 2024

 Miglior Sommelier AIS Valle d’Aosta 2024

<<Un amore viscerale per il vino e le storie che si celano dietro ogni bottiglia. Questo si percepisce negli occhi, nella gestualità e nelle parole di Marco Liporace, Miglior Sommelier della Valle d’Aosta 2024.>>

Les Cretes Aymavilles

La passione è nata poco alla volta e dopo aver iniziato il percorso Ais è cresciuta ancora di più, diventando qualcosa di ormai imprescindibile nella vita del ventisettenne valdostano. Dopo aver aperto la sua attività nel cuore di Aosta con il papà sette anni fa, nel 2019 si è avvicinato al mondo AIS e, come spesso accade, il corso non è stato che il punto di partenza per immergersi in un mondo che non è solo nel bicchiere, ma che ha una storia importante alle spalle e parte dalle vigne per arrivare alle cantine e alla tavola. 

“Quando ho preso con mio papà il bar ho iniziato ad avvicinarmi a un mondo che trovavo interessante e, come ho detto il giorno del concorso, Alberto Levi e Gianluca Arcaro sono coloro che hanno compreso la mia curiosità e mi hanno proposto di fare il corso Ais. Da lì è nato tutto”.

Reduce dal Consorso Miglior Sommelier della Valle d’Aosta dello scorso 30 maggio, Marco Liporace adesso si sta preparando alla competizione Nazionale. “Sono molto curioso, ma so che devo studiare tanto. Il livello è molto alto, ma il mio primo obiettivo è fare una buona figura”. Non fa trapelare troppa tensione Marco, il passato da agonista gli ha insegnato fin da piccolo ad affrontare le competizioni. “Ho praticato agonismo nel mondo del ciclismo per molti anni a livello locale, nazionale ed internazionale. Lo spirito delle gare mi mancava. Quella scintilla agonistica che vivi dentro, con il batticuore. Uno spirito agonistico, quello bello che ti fa affrontare tutto con serenità” ci spiega sorridendo pensando al passato ma con uno sguardo proiettato al futuro. Perché Marco Liporace non vuole fermarsi, spera di poter essere un giorno un relatore Ais e tra i sogni nel cassetto anche quello di fare qualche esperienza in alcuni locali di alto livello “mi piacerebbe proprio starci alcune giornate e dedicarmi totalmente alla cantina, alla preparazione del vino, all’organizzazione della serata. Magari anche alla decantazione di bottiglie con una storia particolare”.

Se per molti la degustazione è il punto cardine della propria passione per il mondo del vino, per Marco Liporace la narrazione vince su tutti gli altri aspetti: “Quello che mi affascina di più dei vini non è tanto la parte tecnica di degustazione, ma le storie che si celano dietro le aziende che lo producono. La storia di ogni vignaiolo, di come sono arrivati a creare qualcosa di straordinario.”.

L’Italia è uno dei Paesi con la più grande tradizione vitivinicola al mondo, insieme alla Francia: “Quando dicono che un sommelier nasce in Toscana e muore in Piemonte è vero. Più vai avanti e più te ne accorgi. Mi sono innamorato delle Langhe. Però le zone vitivinicole sono talmente tante, che ognuna è una scoperta, sia in Italia sia all’estero”.

Marco Liporace ci accompagna non solo in Francia o altre aree europee, ma ci guida in un viaggio in Nuova Zelanda e in Argentina. “I sauvignon neozelandesi mi piacciono da impazzire. Ognuno di quelli che ho assaggiato mi trasmette qualcosa di diverso. Un’altra zona con una bella storia è l’Argentina, che negli ultimi anni sta producendo grandi vini”.

Per concludere, qual è il vino del cuore? “Forse sono scontato, ma mi approprio di una frase non mia, ma che credo sia più che mai vera. Quello che non ho ancora bevuto”.

 

Katia Albanese

CECILIA LAZZAROTTO