Semplicemente Chablis
MARZO 2026
Lo scorso giovedì 12 marzo ci siamo ritrovati per il consueto evento di degustazione mensile. La serata, che verteva sul vino di Chablis, è stata l’occasione per 50 associati e ospiti di AIS Valle d’Aosta di conoscere da vicino una delle zone produttive più importanti al mondo per la vinificazione dell’uva chardonnay. Andrea Dani, Relatore e Commissario AIS, ha magistralmente condotto l’evento, iniziando con il fornire una collocazione storica di una realtà viti-vinicola tra le prime citate in relazione ai vini di qualità già a partire dal medioevo. Ma storicamente la fortuna di Chablis è stata di essere situata nel centro dell’area di attività del movimento cluniacense, che ha dato particolare impulso alla viticultura. Dal punto di vista logistico e produttivo, Chablis si è avvantaggiata innanzitutto della vicinanza con il fiume Yonne, che ha garantito per secoli la possibilità di esportare sull’area parigina. A partire dal periodo dell’epidemia fillosserica, nella seconda metà del XIX° secolo, arriva la crisi della viticultura, contrastata dapprima con l’istituzione della cooperativa La Chablisienne, nel primo dopoguerra, ma risolta definitivamente soltanto negli ultimi decenni con la ri-consacrazione del vino di Chablis come uno dei grandi modelli produttivi di chardonnay nel mondo. Dal punto di vista geologico, Chablis è accomunata ad alcuni altri grandi luoghi di produzione di vini bianchi, come ad esempio Sancerre, dalla presenza di suoli del Kimmeridgiano, cioè formazioni sedimentarie del Giurassico medio costituite di fossili di un’ostrica chiamata Exogyra Virgula, che impartiscono particolare potenza e finezza, soprattutto ai vini bianchi prodotti a partire da uve chardonnay o sauvignon blanc.
Finito l’inquadramento iniziale, il pubblico presente in sala ha potuto passare alla degustazione dei 6 vini previsti per la serata:
- Daniel Dampt, Chablis 2024
- Gilbert Picq, Premier Cru Vaucoupin 2024
- Louis Moreau, Premier Cru Vaillons 2023
- Jean Dauvissat, Premier Cru Cote de Lechet 2022
- Daniel Dampt, Premier Cru Fourchaume 2022
- Louis Moreau, Clos des Hospices, Grand Cru Le Clos 2020
Nel loro insieme i vini proposti hanno permesso di apprezzare molte delle sfumature delle possibilità produttive del vino di Chablis, partendo con un primo prodotto di estrema semplicità , ma dalla beva fresca, sapida e appagante, prodotto unicamente in acciaio, passando poi alla degustazione di 4 vini Premier Cru, prodotti più complessi, che in alcuni casi fanno anche piccoli passaggi in legno, con caratteristiche gusto-olfattive di grande pienezza e progressione accompagnate da persistenza ed eleganza.
Tra questi, sugli scudi il Premier Cru Cote de Lechet di Jean Dauvissat, un vino vivacissimo alla vista e di ottima complessità al naso, con sentori che spaziano dalla frutta a polpa bianca e gialla, alle erbe aromatiche per finire su stuzzicanti tocchi balsamici di anice stellato. Meravigliosa la bocca, un raro connubio di potenza ed eleganza. Il sorso, sostenuto da una sapidità esemplare, rimane a lungo in bocca.
Da ultimo è stato degustato il vino prodotto nel Clos des Hospices, in uno dei 7 climats dell’unico Grand Cru di Chablis, vino di grandissima finezza e potenza, il giusto punto di arrivo di una serata di grandissimo livello.
