Verticale di Chardonnay Cuvée Bois

1 SETTEMBRE 2023

Les Crêtes
Aymavilles

Nella serata di venerdi scorso abbiamo partecipato a un evento interessante: una degustazione comparata di alcune etichette di Les Crêtes e una verticale di Chardonnay Cuvée Bois.

Les Cretes Aymavilles

Giulio Corti si è dimostrato un ottimo padrone di casa e una persona di grande disponibilità che, con passione e con il giusto entusiasmo, ci ha raccontato dell’azienda e delle evoluzioni del lavoro agronomico ed enologico negli ultimi anni. Quella di Les Crêtes è una bella realtà produttiva, sempre aggiornata e ben organizzata nell’ospitalità in cantina attraverso le degustazioni e le visite guidate da Riccardo Massignan e Carlotta Mazzocco: due professionisti che abbiamo avuto il piacere di formare nella nostra bellissima AIS Valle d’Aosta.

Nel complesso, i vini degustati e attualmente sul mercato sono tonici, puliti e fruibili e mantengono il filo conduttore del territorio valdostano fatto di freschezza, sapidità e eleganza, senza mai perdere quel tocco di varietale che, attraverso l’aromaticità di sapori e profumi, rende riconoscibile il vitigno di origine. Particolare questo non da poco nel mondo del vino italiano in generale, sempre a rischio di contaminazioni di stile e di personalizzazioni eccessive, legate più all’ego personale del produttore che al rispetto del territorio nella sua storia e nella sua evoluzione contemporanea.

Ho trovato grande equilibrio nelle etichette degustate, polposità del frutto e sfumature aromatiche nette, anche se su alcune di esse l’utilizzo dei legni potrebbe essere dosato con più moderazione. Goloso il Valle d’Aosta rosato con sensazioni di pesca e fiori freschi; la beva sapida e la corroborante freschezza lo rendono un vino davvero piacevole. Il Syrah Coteau La Tour 2020 è sempre una certezza.

Lamponi, pepe e sensazioni di bosco nei profumi; in bocca struttura e dinamicità riempiono il sorso con un finale lungo e piacevolmente speziato. Un bel carattere deciso quello del Fumin 2021, fatto di liquirizia e mentuccia fresca, cioccolato fondente e caffè appena accennato. Sorso pieno e lungo. Bellissima espressione quella della Fleur – Petite Arvine nell’annata 2022, con profumi intensi e coinvolgenti di rabarbaro, ananas e tanto sale. Puliti e profondi, lasciano immaginare una complessità davvero interessante e meravigliosamente tipica.

Il piacere della verticale di Cuvée Bois non si fa attendere troppo: le due ore di degustazioni volano nel piacere del confronto con Giulio Corti e con i degustatori presenti all’evento. Vengono presentate diverse annate in sequenza dalla 2017 a salire, fino all 2021: annata in attuale commercio di questo chardonnay di ultima generazione, seguiti nella loro realizzazione dall’enologo Raffaele Crotta. Sono felice di confermare la qualità di questo vino, al quale siamo tutti emotivamente legati per vari motivi e al quale la Valle d’Aosta enologica deve molto in termini di comunicazione. Profondità su tutte le annate e tante differenze legate alla vendemmia, alle caratteristiche climatiche delle singole annate e non certo allo stile di vinificazione o a forzature in cantina. Ho trovato una grande espressività nella 2020, dove i profumi rimangono più slegati e la complessità trova il giusto sfogo.

Un ricordo di polvere da sparo completa il bouquet. Un frutto maturo e pieno emerge davvero bene e in equilibrio con tutte le parti aromatiche. La camomilla e i fiori secchi di campo, il pompelmo e gli agrumi. Tutti profumi che troviamo con diverse intensità nelle varie annate. Forse la 2019 rimane più composta, meno esuberante ma di grande equilibrio, con un agrume più netto. La 2018 mi colpisce per questa sua maturità e pienezza e la 2021 invece più sottile, più tesa ed elegante, anche se meno aperta e con profondità che nel tempo non possono che esplodere. Verticale, compatta ed esuberante. Un potenziale interessante che dovrà attendere qualche anno in bottiglia per essere apprezzato nel pieno della sua forza.

Carlo Badino

ALBERTO LEVI